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vinti a brutti: "nessun dubbio, la regione umbria è governata dal centrosinistra, strano che ci sia bisogno di ribadirlo"

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(agenzia umbria notizie) - perugia, 25 feb. 014 - "La maggioranza che governa la Regione Umbria, contrariamente a quanto afferma il consigliere Paolo Brutti, non si decompone affatto, piuttosto si articola e in alcuni passaggi, proprio perché le singole componenti oltre ad uno spirito unitario mantengono ferme le proprie peculiarità e il proprio punto di vista, può esprimersi, a volte, anche in forma non omogenea": lo afferma l'assessore regionale Stefano Vinti, rispondendo al consigliere dell'Idv, Paolo Brutti. 

"Ciò non è una novità - sottolinea Vinti -  Avviene dal '95 che, pur con le loro differenze, queste forze politiche riscuotono la fiducia degli umbri. Ma forse a qualcuno conviene far 'finta' di non sapere". 

Per Vinti "la volontà unitaria resta prevalente in tutte le componenti della maggioranza finché si tiene fede agli impegni assunti con l'elettorato che ha affidato a  queste forze, nel 2010, il governo dell'Umbria. Piuttosto sorprende - aggiunge - da parte del consigliere Brutti, l'assunzione di toni populisti e destroidi, come indicare l'onere del governo quale 'poltrone' o affidare alla Presidente Marini la vocazione di 'incollatrice' degli assessori, non riconoscendo alla presidente stessa la capacità politica di sintesi e di mantenere unita la propria coalizione".

"Sorprende ancora di più  - prosegue l'assessore - la domanda che si pone Paolo Brutti sulla natura del governo dell'Umbria, come se le scelte di fondo su sanità pubblica, difesa del carattere pubblico del Welfare regionale, l'equilibrio di bilancio dell'ente, le scelte innovative sulle politiche a difesa del diritto alla casa, le politiche di potenziamento e sviluppo delle nuove infrastrutture tecnologiche, oppure il rifiuto di autorizzare nuovi inceneritori dei rifiuti, per citarne alcune, siano neutre e non invece una scelta di campo, a sinistra".

"Certo, scelte di stampo riformatrici e non rivoluzionarie - conclude -  ma per fare queste occorrono altri rapporti di forze sociali e politici. Non sono sufficienti punzecchiature".